Green Pass: chiarimenti

In attesa della conversione in legge del D.L. 52/2021 che,all’art. 9, disciplina le “Certificazioni verdi COVID-19”, e della prossima regolamentazione EU – da cui dipendiamo come tutto il resto – sono state individuate tre situazioni:

  • Avvenuta vaccinazione (il ciclo intero)
  • avvenuta guarigione da COVID19
  • effettuazione di test antigenico, rapido o molecolare

Tralascio volutamente altre questioni per soffermarmi su quelle piu’ attuali.

Il certificato serve per passare da una Regione ad un’altra “se” di diverso colore. Altrimenti nessun impedimento alla circolazione tra Regioni.

E’ già da ora richiesto per chi entra in Italia. Allo scopo bisogna andare sul portale del Ministero della Salute e registrarsi. Dopodichè si dovrà registrare anche il valico di frontiera, l’ora di partenza e di arrivo oltre ad una serie di dati personali e di “una persona con quale comunicare in caso di necessità”.

Un sistema da far invidia alla STASI – la polizia politica dell’ex DDR – che ha trovato nel Garante della Privacy (?) una futile rimostranza: il fatto che, attualmente, non sia richiesto un documento di identità non significa che, registrandosi, i dati forniti sono piu’ che sufficienti per essere censiti e sorvegliati negli spostamenti. Non solo, chi conserverà i dati sarà un sistema fuori dall’Italia e, quindi, ingovernabile dalle nostre leggi se non apparentemente.

In sede europea si dovrebbe arrivare entro metà giugno alla definizione delle regole e della “solita” piattaforma digitale di funzionamento.

Per chi vuole piu’ informazioni:

https://ec.europa.eu/info/live-work-travel-eu/coronavirus-response/safe-covid-19-vaccines-europeans/covid-19-digital-green-certificates_en

https://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioContenutiNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&id=5411&area=nuovoCoronavirus&menu=vuoto&tab=3

 

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